LEGO Batman: L'eredità del Cavaliere Oscuro La Recensione

Si torna finalmente a Gotham, questa volta nella versione definitiva targata LEGO!

BrandWarner Bros. Games, TT Games
ModelloLEGO Batman: L'eredità del Cavaliere Oscuro
88su 100

Il ritorno di Rocksteady e del Free-flow?

E’ nel  gameplay, però, dove il gioco mostra la trasformazione più radicale rispetto alla tradizione LEGO. Per anni i titoli TT Games hanno avuto una struttura molto precisa: combattimenti estremamente semplici, puzzle ambientali leggeri, platforming accessibile e una progressione costruita quasi esclusivamente attorno al collezionismo compulsivo. Qui invece il gameplay prova a fare un salto generazionale, soprattutto nel modo in cui integra azione, esplorazione e ritmo cinematografico. Il combat system è chiaramente il cuore di questa evoluzione. TT Games ha preso ispirazione in maniera molto evidente dalla filosofia freeflow degli Arkham di Rocksteady, (è stato confermato, tra l’altro, che Rocksteady abbia aiutato nello sviluppo); tuttavia non lesinando sull’originalità. Adesso gli scontri hanno finalmente un peso. Gli attacchi di Batman non sembrano più semplici animazioni preconfezionate che fanno esplodere mattoncini a schermo, ma colpi con una loro fisicità, una loro inerzia. Le combo scorrono in maniera fluida e soprattutto restituiscono quella sensazione tipica di Batman: il controllo totale dell’arena; seppur il sistema soffra di una certa approssimazione nelle collisioni.

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La gestione dei nemici è molto più elaborata rispetto ai LEGO tradizionali. Non ci si limita a colpire chiunque indistintamente. Alcuni avversari obbligano a usare gadget specifici, altri interrompono il flow offensivo e costringono a ripensare il ritmo dello scontro. Il gioco inserisce gradualmente archetipi sempre più aggressivi e la cosa interessante è che riesce a modificare ed arricchire la coreografia del combattimento. Finalmente c’è una spazialità ed un ampio respiro nel combattimento, dando la possibilità di decidere chi neutralizzare prima e con quale gadget. Anche il sistema di gadget è stato completamente ripensato. Nei vecchi LEGO spesso erano strumenti contestuali legati ai puzzle; qui diventano estensioni dirette del combat design e dell’esplorazione. Il Bat-artiglio, le granate fumogene, il gel esplosivo e il batarang telecomandato non sono semplici gimmick sceniche, ma strumenti che influenzano il ritmo dell’azione. Alcuni combattimenti più avanzati ti spingono quasi a concatenare gadget e attacchi corpo a corpo come se stessi costruendo una combo unica. È una direzione molto più “action game” rispetto al passato. Persino il level design è più sofisticato del solito. I puzzle ambientali restano accessibili, ma sono integrati meglio nel flusso narrativo e raramente interrompono il ritmo dell’avventura. Alcune sezioni investigative, ad esempio, cercano di simulare il lato detective di Batman senza diventare minigiochi troppo invasivi. Non raggiungono la profondità investigativa degli Arkham, ma contribuiscono molto all’immersione. Il vero limite del gameplay emerge invece nelle sezioni stealth. Qui il gioco mostra ancora il peso della propria natura più casual e familiare. Le predator sections evocano chiaramente le idee di Rocksteady — il controllo delle ombre, i takedown dall’alto, la paura che si diffonde tra i criminali — ma tutto rimane molto semplificato. L’intelligenza artificiale è prevedibile, i pattern dei nemici sono poco dinamici e manca quella sensazione di emergenza continua che rendeva straordinario lo stealth degli Arkham. Funzionano bene a livello atmosferico, ma raramente diventano davvero profonde sul piano sistemico. Anche il ritmo generale del gameplay mostra una maturità nuova per TT Games. In passato i LEGO tendevano spesso a diventare ripetitivi dopo alcune ore; qui invece il gioco alterna continuamente sezioni d’azione, esplorazione, inseguimenti, detective work e momenti più cinematici con una fluidità sorprendente. Si percepisce chiaramente il tentativo di costruire un’esperienza più moderna e meno dipendente dal semplice accumulo di contenuti.

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